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Shhhh: l’app educata che ci serve!

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Le notifiche sono comode e divertenti, all’inizio. Poi diventano una serie indescrivibile di suoni di qualsiasi genere che a ricollegarli ci ritroviamo a distrarci dalle relazioni interpersonali quotidiane. iPhone ha la funzione “non disturbare”, Android qualcosa di simile, ma un’app educata che ci possa permettere di gestire in vario modo il silenziamento del telefono ancora manca.

O forse no.

Shhhh è un concept di app che permette di silenziare le notifiche e di tornare alla nostra vita quotidiana fatta di relazioni umane, chiaccherate e litigate che non vengano interrotte dall’aggiornamento di stato della zia su facebook o dal gruppo di calcetto su whattsapp.

Come funziona?

Oltre che poter silenziare tutte le notifiche per un tempo prestabilito come già permettono di fare gli smartphone, gli ideatori Ilwon Yoon and Woonyong Cho promettono che:

  • Grazie al gps sarà possibile silenziare le notifiche in base alla propria posizione
  • Se siamo alla guida Shhhh comprenderà che siamo in viaggio e entrerà in funzione automaticamente.
  • Quando Shhhh è in esecuzione verrà segnalata una notifica (silenziosa ovviamente 🙂 ) sul blocco schermo del nostro smartphone.
  • Possiamo “silenziare” solo determinati contatti e per un tempo prestabilito.
  • Ovviamente non si parla solo di silenziare le notifiche ma anche le telefonate e i messaggi…

Infine perchè non creare anche un galateo delle non-notifiche? Ecco allora la possibilità di vedere i contatti che hanno Shhhh installata e attiva per sapere in anticipo chi possiamo disturbare o no.

Per il momento è solo un concept e l’unica cosa completata è il design dell’app.

Quest’app ci piace perchè mette in luce quanto in Digimade crediamo da qualche di tempo: il gran numero di notifiche e sollecitazioni a cui viene sottoposto l’utente può risultare controproducente per questo, nello sviluppo di un’app va considerato fortemente quest’aspetto.

L’app è uno strumento che serve alla persona, all’utente. E in quanto tale se diventa elemento di disturbo per la persona e per le relazioni allora la missione dell’app è fallita, fin dalla sua origine.

E voi che ne pensate?