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L’evoluzione di Twitter

Twitter è nato per inviare semplici messaggi di 140 caratteri.
A differenza di Facebook che ha sempre mantenuto una sua impostazione di base con diario e home page nonostante alcuni stravolgimenti grafici importanti, l’evoluzione di twitter si è sempre basata su piccole aggiunte a un concetto rimasto invariato: la velocità della comunicazione.

Un po’ di tempo fa abbiamo parlato dei primi tentativi, in accordo con alcuni brand, di introdurre il tasto buy tra i tweet sponsorizzati con la caratteristica fondamentale di vendere prodotti esclusivi sulla piattaforma.

Successivamente l’apertura, anche in Italia, alla piattaforma di Advertising senza il precedente limite dei 5000€ di investimento per poter inserire inserzioni sponsorizzate.

Ora l’aggiornamento dell’app, da pochi giorni, con filtri per le immagini molto più simili a Instagram sia per la facilità di utilizzo che per somiglianza di interfaccia.

Sono tutti passaggi legati tra di loro: il Social Network si sta evolvendo puntando a diventare sempre più una piattaforma non solo dedicata al cinguettio frivolo o al passatempo di personaggi famosi che dialogano tra di loro ma una  piattaforma dedita allo shopping online.

Le immagini sono fondamentali nella vendita di prodotti e la possibilità di editarle velocemente e facilmente dal proprio smarphone è indicativo di quanto twitter non sia preoccupato solo di togliere utenti a Instagram e direzionarli sulla sua piattaforma ma di diventare una piattaforma di vendita.

Del resto, pur non avendo un tasto buy dedicato, molti piccoli brand stanno portando avanti le loro vendite puntando sui social network come Instagram o Pinterest: i social si stanno trasformando in uno shop online e non stupisce che Twitter voglia avere la fetta di torta che gli spetta essendo uno dei social più famosi al mondo.

Le immagini sono alla base di questa evoluzione e evolvere lo strumento era fondamentale per l’app: offrire la possibilità di scattare ed editare immagini direttamente dall’app è un passaggio fondamentale non solo per affiliare gli utenti ma per l’evoluzione di Twitter come piattaforma di compravendita.

Chiudiamo questa riflessione con un pezzo di storia di Twitter Italia: ricordate la 500 venduta grazie all’asta su Twitter?